Al fine di dare seguito alla nuova disciplina legislativa sul conferimento delle funzioni direttive e semi-direttive introdotta con il d.l. n. 44 del 2024, il CSM ha riformato il proprio Testo unico della dirigenza giudiziaria, che consta, ancora una volta, di un corpo di regole piuttosto articolato, nell’ambito del quale vengono disciplinati i parametri del merito, delle attitudini e dell’anzianità, viene dettagliata la procedura, nonché definiti criteri e modalità di esame delle richieste di conferma quadriennale.
Tra le principali novità, c’è sicuramente l’aver distinto, nell’ambito degli indicatori attitudinali, quelli «principali» da quelli «sussidiari», statuendo una gerarchia tra gli stessi. Infatti, gli indicatori sussidiari assumono rilievo unicamente nel caso in cui le candidature risultino equivalenti rispetto agli indicatori principali oppure non presentino affatto quegli indicatori.
Ancora, nell’ambito della disciplina relativa ai singoli incarichi, si segnala la scelta di valorizzare preliminarmente l’esperienza maturata nel lavoro giudiziario, e in seconda istanza le esperienze dirigenziali o organizzative.
Rilevante è poi la circostanza che si sia scelto di circoscrivere significativamente la discrezionalità del CSM nella valutazione delle procedure finalizzate al conferimento degli incarichi semi-direttivi, i direttivi di primo grado di piccole e medie dimensione e per quelli specializzati, mentre per gli incarichi direttivi più rilevanti il CSM recupera il suo spazio, finalizzato a consentire di operare un giudizio complessivo e unitario.
Testo Unico sulla Dirigenza giudiziaria
Stefania Leone, 20 maggio 2025




