Si pubblica la relazione della Commissione di studio per la riforma del sistema elettorale del Csm, presieduta da Enzo Balboni e istituita dal Ministro della giustizia Filippo Mancuso il 14 giugno 1995, ospitata nel fascicolo n. 3 del 1997 dei Quaderni costituzionali con un poscritto dell’Autore.
La Commissione fu incaricata dal Ministro di formulare proposte di modifica in relazione al tema assegnato e, attesa la complessità del compito, vide un’integrazione degli originari tre componenti (i professori Enzo Balboni, Antonio Agosta e Raffaele De Mucci) con l’inserimento dei professori Ugo De Siervo, Carlo Guarnieri, Cesare Pinelli e Mauro Volpi e fu affiancata da un comitato tecnico – scientifico composto di magistrati.
Ottenuta una proroga di un anno rispetto all’iniziale termine di conclusione dei lavori fissato al 31 dicembre 1995, approvò la relazione finale il 3 dicembre 1996. Le proposte formulate possono essere così sintetizzate:
- eliminazione del rinnovo simultaneo dei membri del Consiglio e introduzione di un rinnovo parziale della metà dei componenti ogni quattro anni, allo scopo di ridurre i risvolti negativi della suddivisione in correnti;
- in coerenza con tale innovazione, applicazione dell’istituto della prorogatio al singolo consigliere e non più all’organo e abrogazione dello scioglimento del Consiglio;
- introduzione del sistema elettorale del cd. voto singolo trasferibile
Benché alcuni commissari avessero suggerito di considerare, ai fini del sistema elettorale, non solo la distinzione tra magistratura di legittimità e di merito, ma anche quella tra magistratura requirente e giudicante, anche nella prospettiva di una separazione delle funzioni, la maggioranza dei componenti ritenne opportuno non pronunciarsi su tali profili di ordine costituzionale, estranei al perimetro d’intervento assegnato.




