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    Le proposte di modifica a composizione e funzionamento del CSM della Commissione Scotti (10 ottobre 2016)

    Si pubblica la relazione della Commissione per le modifiche alla composizione e al funzionamento del Consiglio superiore della magistratura, istituita dal Ministro della giustizia il 12 agosto 2015 (contestualmente alla Commissione Vietti sulla riforma dell’ordinamento giudiziario) e presieduta da Luigi Scotti.

    La Commissione, composta da Luigi Scotti, Cesare Mirabelli, Stefano Ceccanti, Elisabetta Cesqui, Stefania Cherubini, Gianfranco Ciani, Fernanda Contri, Rosaria De Nictolis, Ezia Maccora, Antonio Patrono, Tommaso Virga e Vladimiro Zagrebelsky, concluse i propri lavori nel 2016.

    In particolare, le proposte avanzate dalla Commissione furono principalmente:

    • possibilità di integrare la motivazione delle delibere consiliari proposta in sede referente, quando l’importanza del tema lo richieda o nel caso di conferimento di incarichi, tenendo conto del dibattito nel plenum;
    • fissazione di un numero massimo di magistrati assegnati alla segreteria del Consiglio e all’Ufficio studi e di limiti di durata dell’incarico;
    • affidamento al CSM della predisposizione di princìpi e criteri generali ai fini della formazione dei programmi organizzativi degli uffici di Procura e obbligo di trasmissione al Consiglio di eventuali modifiche approntate dai procuratori;
    • inserimento dei progetti tabellari o dei programmi organizzativi redatti nei fascicoli personali dei capi degli uffici, al fine di responsabilizzarli, tenendone conto in sede di valutazione di professionalità;
    • fissazione di termini allo scopo di concludere celermente procedure quali la formazione delle tabelle, le valutazioni di professionalità, il conferimento degli incarichi e il rientro dal fuori ruolo;
    • sistema elettorale per la componente togata del CSM, caratterizzato da una prima fase di tipo maggioritario per collegi territoriali e una seconda fase di tipo proporzionale per collegio nazionale con liste concorrenti

    Infine, è stato suggerito l’uso della delega legislativa per porre mano al complesso quadro normativo in materia, spesso frammentato in plessi normativi distinti.

     

    Relazione della commissione Ministeriale

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