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    Il disegno dell’ordinamento giudiziario delineato dalla Commissione Luciani (31 maggio 2021)

    Si pubblicano la relazione finale e il testo di riforma proposti della Commissione incaricata di formulare proposte di interventi in materia di ordinamento giudiziario, istituita dal Ministro della giustizia il 26 marzo 2021 e presieduta da Massimo Luciani.

    La Commissione, composta da Massimo Luciani, Francesca Biondi, Renato Balduzzi, Francesco Dal Canto, Gabriele Fiorentino, Aniello Nappi, Daniela Piana e Paola Piraccini, concluse i propri lavori il 31 maggio 2021, esprimendo – come era richiesto dal decreto istitutivo – le proprie valutazioni in relazione al disegno di legge A.C. 268, allora all’esame delle Camere, e recante “Deleghe al Governo per la riforma dell’ordinamento giudiziario e per l’adeguamento dell’ordinamento giudiziario militare, nonché disposizioni in materia ordinamentale, organizzativa e disciplinare, di eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati e di costituzione e funzionamento del Consiglio superiore della magistratura”.

    Ad avviso della Commissione:

    • risultava condivisibile la scelta del disegno di legge di reintrodurre i progetti organizzativi degli uffici requirenti, pur suggerendone una significativa riscrittura;
    • appariva opportuno rafforzare le garanzie partecipative dell’avvocatura nelle valutazioni di professionalità e, contestualmente, introdurre un obbligo di considerare i fatti accertati in sede disciplinare sul modello dell’art. 653 c.p.p.;
    • era necessaria una revisione del concorso di accesso alla magistratura nel senso di valorizzare le capacità teorico-sistematiche dei candidati in luogo della mera risoluzione di casi pratici;
    • occorreva perimetrare le regole che consentivano ai magistrati di trovarsi in posizione di fuori ruolo e adottare misure più rigorose di quelle ipotizzate in tema di titolarità, in capo ai magistrati, di cariche rappresentative o di governo;
    • a Costituzione invariata non era possibile dar corso a un rinnovo periodico del CSM;
    • si sarebbe potuta affidare la nomina del Vicepresidente del Consiglio al Presidente della Repubblica, estendendo la scelta anche ai componenti togati

    Infine, il sistema di elezione raccomandato per la componente togata fu il cd. voto singolo trasferibile, confermando quanto prospettato dalla Commissione Balboni nel 1996.

     

    Relazione finale della commissione

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