Con delibera del 13 novembre 2024, il Csm ha approvato la Circolare P. 21578/2024 recante “Nuovi criteri per la valutazione di professionalità dei magistrati, in attuazione degli articoli 10 bis, 11, 11 bis e 11 ter del decreto legislativo n. 160/2006 come modificati e/o introdotti dal decreto legislativo n. 44/2024”. La Circolare trova applicazione, in linea generale e in disparte alcune eccezioni, a partire dalle valutazioni di professionalità il cui quadriennio scade nell’anno 2025. Rivisitando e semplificando la struttura della precedente Circolare n. 20691/2007 e ss.mm., il provvedimento completa il percorso di riforma del sistema delle valutazioni di professionalità adeguando la disciplina secondaria agli interventi operati dal d.lgs. n. 44/2024 in attuazione della legge delega n. 71/2022. Tra le novità più rilevanti si segnalano senza dubbio le disposizioni volte a disciplinare alcuni indicatori specifici e criteri di giudizio relativi ai parametri di valutazione. In particolare, sulla base dei nuovi contenuti introdotti dalla normativa primaria, la Circolare precisa i presupposti della eventuale sussistenza di “gravi anomalie concernenti l’esito degli affari nelle successive fasi e nei successivi gradi del procedimento e del giudizio”, individuando - per l’esercizio delle funzioni giudicanti e di quelle requirenti - la tipologia dei provvedimenti oggetto di riforma o di impugnazione e il dato quantitativo in grado esprimere il “carattere significativo” dell’anomalia rispetto al complesso degli affari definiti dal magistrato (annullamento, riforma o rigetto di oltre due terzi dei provvedimenti e delle richieste). Ancora, in attuazione di una delle principali innovazioni legislative caratterizzanti la riforma, sono disciplinati i criteri per l’articolazione del giudizio positivo nelle ulteriori valutazioni di “discreto”, “buono” o “ottimo” con riferimento alle “capacità del magistrato di organizzare il proprio lavoro”, gli indici delle quali riflettono la combinazione di aspetti qualitativi e quantitativi dell’attività giudiziaria. Inoltre, sempre in tema di parametri valutativi, la Circolare incide sul giudizio inerente alla “laboriosità”, avuto riguardo alla necessità di tenere conto (i) degli standard di rendimento individuati in relazione agli specifici settori di attività e alle specializzazioni e (ii) del contributo fornito dal magistrato all’attuazione delle indicazioni contenute nei programmi annuali di gestione o al raggiungimento degli obiettivi di riduzione della durata dei procedimenti e di rendimento dell’ufficio stabiliti nelle disposizioni organizzative. Altrettanto significative, sempre in ottica di adeguamento alle innovazioni legislative, sono le previsioni relative alla “documentazione” adottate al fine di rendere operativo il neo istituito “fascicolo per la valutazione del magistrato” che sarà tenuto “in modalità informatica”. A questo proposito, viene individuato l’elenco degli atti da inserire in tale fascicolo in relazione a ogni anno di attività oggetto di valutazione: tra questi figurano i provvedimenti organizzativi rilevanti, i dati statistici comparati, gli atti e i provvedimenti redatti dal magistrato scelti a campione o da questo prodotti, gli atti con i quali è promossa l’azione disciplinare e le conseguenti sentenze, gli atti relativi alle valutazioni di professionalità. Si segnalano, infine, le disposizioni relative (i) al rapporto tra le valutazioni di professionalità e i procedimenti disciplinari o penali pendenti, (ii) all’esercizio della nuova facoltà dei componenti c.d. laici di partecipare alla discussione e di assistere alla deliberazione dei Consigli giudiziari e del nuovo diritto di voto unitario della componente degli avvocati presente all’interno dei medesimi organi, (iii) al procedimento di valutazione e ad alcuni aspetti di semplificazione nel rapporto tra parere del Consiglio giudiziario e giudizio del Csm, (iv) alla estromissione dalla valutazione di professionalità dei periodi trascorsi dal magistrato in aspettativa per mandati elettorali o incarichi di governo. A completamento di questo quadro di sintesi, da menzionare è la definizione da parte del Csm dei criteri e dei modelli di redazione di relazioni, rapporti e pareri. Per la prima volta, in aggiunta ai modelli standard allegati alla Circolare per la redazione del rapporto del dirigente dell’ufficio e del parere del Consiglio giudiziario, viene introdotto un modello di riferimento anche per la redazione della relazione del magistrato in valutazione.
Giovanni Zampetti, 20 maggio 2025




